Chiese senesi tra templari e miracoli

Chiesa di San Cristoforo Siena

 

Una delle cose che vi colpirà, visitando Siena, è la quantità di chiese e chiesette più o meno nascoste nel centro storico: alcune principali, molte altre secondarie e riconducibili alle singole contrade. Oggi vi consiglio un breve itinerario da fare in poco tempo, lasciando a voi la curiosità di scoprire tutte le altre poco a poco.

Come probabilmente saprete Siena si trova lungo la direttrice della Via Francigena che, in antichità come ancora oggi, conduce i pellegrini verso Roma. La Via attraversa la città entrando da Porta Camollia (la prima che si incontra arrivando da Firenze): poco dopo averla oltrepassata vedrete, alla vostra destra, la deliziosa chiesa di S.Pietro in Camollia, della della Magione: 

 

Chiesa di San Pietro della Magione Siena

 

Percorsa tutta via Camollia e, sempre dritto, via Montanini, vi troverete lungo il corso principale, Via Banchi di Sopra. Oltrepassato l’Arco dei Rossi, che sarà alla vostra sinistra, percorrerete via dei Rossi finché, di nuovo a sinistra, una stradina vi condurrà in Piazza dell’Abbadia dove potrete ammirare una chiesa oggi considerata minore ma certamente di grande valore storico. La Chiesa di San Michele al Monte di San Donato (più conosciuta come chiesa di San Donato) si trova alle spalle della Rocca Salimbeni, sede storica della banca Monte dei Paschi. Anticamente era un’abbazia vallombrosana passata nel 1682 all’ordine dei Carmelitani Scalzi:

 

 
Tornando in via dei Rossi e percorrendola fino in fondo arriverete davanti ad una delle maggiori chiese cittadine, la basilica di San Francesco: eretta per volere dei francescani nel Duecento subì diverse trasformazioni e fasi di restauro come si può ben vedere nell’interno, piuttosto vuoto, a unica navata.

I maggiori tesori della chiesa si trovano nelle otto cappelle del transetto ai lati della Cappella Maggiore: la seconda da sinistra presenta due affreschi di Ambrogio Lorenzetti del 1335-1340 mentre la quarta un altro affresco dipinto dal fratello di Ambrogio, Pietro, raffigurante una Crocifissione, databile intorno al 1336-1337.

La Basilica è celebre perché al suo interno si conservano le Sacre Particole, ostie rimaste incorrotte dal 14 settembre del 1730, giorno in cui furono trafugate: vennero rinvenute il 17 agosto dello stesso anno nella chiesa di Santa Maria in Provenzano e da lì riportate a San Francesco. Il 10 settembre 2014, a cento anni dall’ultima analisi, è stata effettuata una nuova ricognizione sulle ostie che ha confermato la loro miracolosa integrità a dispetto di ogni legge naturale.

 

 

Se ti piace condividilo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *