Leggende di Maremma: il tesoro di San Rabano

 
Tra le tante leggende che la Toscana custodisce ve ne sono alcune molto curiose sulla Maremma, terra di briganti e bracconieri. Una di queste riguarda San Rabano, imponente monastero benedettino d’epoca medievale nascosto nella fitta macchia mediterranea del Parco della Maremma. La storia narra che alcuni frati dell’abbazia venissero decapitati dai pirati venuti dal mare e che i loro fantasmi vagassero nella torre e nei boschi intorno per proteggere un tesoro favoloso. 

La leggenda vuole che ogni 100 e più anni, in una notte di temporale, una chioccia d’oro esca dal suo nascondiglio ai piedi della torre e guidi verso il tesoro nascosto chi ha il coraggio di seguirla. Si racconta che un giovane cacciatore, alla ricerca di un riparo dove poter accendere un fuoco, arrivasse a San Rabano in una notte buia e tempestosa. 

 

 
Mentre camminava sotto la pioggia vide comparire all’improvviso un gatto nero che, in mezzo al sentiero, non voleva saperne di spostarsi. Aveva uno sguardo minaccioso come a dire “Non andare oltre, torna indietro intruso”.

 

“Vattene in nome di Dio!”, urlò il giovane. E fu così che il gatto, come per magia, sparì dentro il bosco. Ancora pochi passi ed ecco arrivare sul sentiero un frate con la tonaca nera ed uno strano copricapo.

 

Così com’era apparso il frate scomparve nel nulla ed il cacciatore, sempre più impaurito, si affrettò verso la torre dell’abbazia per accendere il fuoco e mangiare qualcosa. Forse quelle visioni erano solo il frutto della stanchezza e della fame. Era immerso nei suoi pensieri quando un pigolio attirò la sua attenzione, si girò di scatto e…
 

Fu allora che gli tornò in mente la leggenda del tesoro, che sua nonna gli aveva raccontato. Preso dalla curiosità seguì la chioccia tra gli anfratti delle rocce fino a trovarsi in una grotta piena di oro, diamanti, smeraldi, rubini, monete d’oro e d’argento…Il tesoro esisteva! L’eccitazione del giovane cacciatore durò solo un attimo, poi fu circondato da oscure presenze: c’era il frate, il gatto nero che lo graffiava, la chioccia d’oro che lo beccava, pirati, soldati e fantasmi di altri frati. Tutti lì, nascosti nelle profondità di San Rabano. 

 

 
Spaventato a morte scappò sgattaiolando tra i pertugi della torre, corse a perdifiato nel bosco finché non arrivò, stravolto, alla porta di casa. Appena entrato sua nonna, al vederlo, lanciò un urlo… aveva i capelli bianchi e gli occhi da vecchio. Proprio come era accaduto al nonno di suo nonno tanti tanti anni prima…

 
 

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2 pensieri su “Leggende di Maremma: il tesoro di San Rabano

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